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    February 19

    syria

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    la mia cantante preferita

    copertinamediakq1


    Syria (Cecilia Cipressi) è nata con la passione per la musica il 26 febbraio 77, sotto il segno dei pesci. Fin da bambina canta d'istinto tutto quello le piace, poi appena più grande, si esibisce per divertimento nei locali in giro per Roma.
    Per caso nel 1995 Claudio Mattone, che la conosceva da tanto, alla ricerca di una giovane cantante da proporre al Festival di Sanremo, le fa fare un provino. È subito entusiasta e la convince ad affrontare le selezioni. Lei accetta per gioco e a "Sanremo giovani" vince con una cover di "Sei bellissima" di Loredana Bertè.
    Nel 1996 vince il Festival di Sanremo con "Non ci sto" e pubblica il suo primo album con brani di Claudio Mattone.
    Nel 1997 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo, ma stavolta tra i big... Arriva terza con "Sei tu". Esce il suo secondo album "L'angelo" con brani di Claudio Mattone e Alberto Salerno, sempre nel mondo del melodico romantico che continuerà anche nel terzo album "Statio wagon" uscito nel 1998.
    Nel 1999 Syria alla ricerca di un repertorio che la rappresenti maggiormente incontra Biagio Antonacci: persona e autore artisticamente più vicino alla sua realtà di cantante.
    Il 26 maggio del 2000 esce il suo quarto album "Come una goccia d'acqua" prodotto da Biagio Antonacci con il suo team (Stefano De Maio e Filippo Raspanti) ed i suoi musicisti. Biagio è stato più di un produttore: ha costretto Syria a guardarsi dentro, scrivendo canzoni sulla sua pelle, pensando a lei e ai suoi 23 anni concedendole la libertà di affidarsi anche ad autori giovani, bravi, intensi come Filippo Malatesta, Marco Liverani, Saverio Lanza, Davide Massarini, Matteo Montanari, Emiliano Fantuzzi e Matteo Saggese. Syria scrive il suo primo testo sulla musica di Marina Rei per la canzone "Maledetto il giorno".
    Il singolo "Se t'amo o no" diventa uno dei brani più suonati durante l'estate 2000. Segue il brano "Fino al cielo" che la accompagnerà fino al Festival di Sanremo 2001 al quale è stata invitata a partecipare.
    Biagio Antonacci come continuazione del percorso artistico fatto insieme con questo album le scrive "Fantasticamenteamore", con il quale partecipa al festival. Diventerà uno dei singoli dell'estate 2001 e porterà al disco d'oro l'album "Come una goccia d'acqua".
    A fine del 2001 Syria inizia la ricerca delle canzoni per il nuovo album, partendo da tre grandi firme: Max Pezzali con il brano "Essere in te" (che già avevano cantato insieme per l'album degli 883 "Uno in +" uscito nell'estate 2001), Lorenzo Jovanotti con "Se tu non sei con me" e Gianna Nannini che insieme a Isabella Santacroce ha scritto "Occhi fragili".
    Con questi tre brani incomincia la produzione in studio dell'album, con lo stesso team del precedente, ma senza Biagio Antonacci. Arrivano canzoni da tutte le parti, ma la scelta di Syria risulta molto attenta e coerente. Decide inoltre per un sound verace, suonato con strumenti veri, salutando per il momento l'elettronica. Le canzoni di questo album che si intitolerà "Le mie favole" e che uscirà in autunno del 2002, rappresentano sicuramente, anche se giovanissima, il presente di Syria come donna, mamma e moglie. È autrice di una canzone dedicata alla figlia "Lettera ad Alice", della versione italiana di un brano di Jill Sobule "I kissed a girl" diventato "Oggi si cambia" e del testo di un altro bellissimo brano dal titolo "Mi consumi". Interpreta brani di altri autori con i quali ha già collaborato in precedenza: Saverio Lanza, Stefano Croce, Marco Liverani e Gabriele Leonardi.
    A Marzo 2003 Syria calcherà nuovamente il palco dell'Ariston di Sanremo dove presenterà il brano "L'amore è" scritto da Jovanotti. Per l'occasione verrà ripubblicato l'album "Le mia favole" che conterrà oltre al brano sanremese, l'inedito "Aria".

    Discografia

    • 1996 - Non ci sto
    • 1997 - L'angelo
    • 1998 - Station Wagon
    • 2000 - Come una goccia d'acqua
    • 2002 - Le mie favole (ripubblicato nel 2003 con 2 bonus track inedite)
    • 2005 - Non è peccato

     

    February 09

    nome e segno

     

    GIOVANNA

     

    Il suo significato è 'Dio ha avuto misericordia', la sua origine è ebraica e l'onomastico cade il 24 giugno.
    Per importanza di diffusione è il secondo tra i nomi maschili e il sesto tra quelli femminili in Italia.
    Numerosi sono anche i derivati e i doppi nomi.
    L'origine del nome è formata dalla abbreviazione ebraica Iahweh, che venne adottata in greco come ioannese in latino come ioannis. La diffusione trae origine fin dal cristianesimo dal culto di s. G. Battista, che battezzò Cristo nel Giordano.
    La fama del nome è continuata senza interruzioni anche nel medio evo. Più di cento sono, infatti, i santi e i beati del periodo; il più importante è s. G. Crisostomo, patriarca di Costantinopoli e padre della Chiesa morto nel 407 d.C.
    Al successo del nome hanno in ogni caso contribuito non solo gli innumerevoli santi e beati, ma anche molti sovrani di stati europei, tra cui si ricorda il re di Inghilterra G. soprannominato 'Senzaterra', successore del fratello Riccardo Cuor di Leone; G. d'Angiò regina di Napoli; G. la Pazza, regina di Castiglia.
    Con questo nome si ricordano anche due re di Francia, otto imperatori bizantini, sei re del Portogallo, il condottiero del '500 G. De Medici detto "Dalle Bande Nere", e il duca di Borgogna G. 'Senzapaura'. Ventitré furono i papi così chiamati, tra cui G. XXIII "il Papa Buono". Dopo di lui due papi con il nome doppio G. Paolo.
    Tra i personaggi della storia va ricordato lo psicologo svizzero Piaget; il pittore del '700 Tiepolo; il poeta dell'800 Pascoli; gli scrittori del '900 Verga, Guareschi e Rodari; i musicisti del '700 Bach, Pergolesi e Paisiello; dell'800 Brahms; il presidente degli Stati Uniti Kennedy; gli attori del
    cinema Gabin, Wayne, Fonda e il regista Ford.
    La sua vita si svolge all'insegna della ricerca dell'assoluto e dunque all'insegna dell'attività frenetica, mai paga, mai domata, mai sazia.
    Si può sempre andare oltre, aspirare a vette più alte, ambire a valori sempre più puri. G. si interroga senza sosta su tutto ciò che gli accade e lotta ferocemente per trovare una risposta. La sua natura è fatta di pulsioni, di slanci, di mutamenti improvvisi, di contraddizioni.

    Numero portafortuna: 5

    Colore: giallo

    Pietra: topazio

    Metallo: oro


     

     SCORPIONE

    ..

     

    Segno Femminile, d’Acqua, fisso.
    Domicilio di Marte e Plutone, esilio di Venere.
    Esaltazione di urano, caduta della luna.

    E’ la stagione del pieno autunno, quando la natura vive la dissoluzione, la fase distruttiva del suo ciclo vitale, necessaria perché si prepari la successiva rinascita. Lo scorpione che rappresenta il segno , è un animaletto notturno, con un veleno mortale nel pungiglione, che usa, unico in natura, anche per uccidere se stesso quando è in pericolo. Il segno grafico dello Scorpione è composto dalla M, simbolo dell’acqua primordiale e della vita, e dalla freccia, portatrice di morte. Nel ciclo evolutivo dell’uomo si riferisce alla trasformazione che si realizza attraverso la crisi, la perdita dello stato raggiunto. Come processo psichico è la capacità di rigenerare se stessi, di abbandonare una parte di sé per aprirsi a nuove esperienza.

     

    ...

     PIANETA GOVERNATORE e MITOLOGIA

    Marte, come principio di violenza, temerarietà e dinamismo, e soprattutto Plutone, dio degli inferi, signore delle tenebre ma anche dell’oro, delle ricchezze segrete nascoste nella profondità della terra.

    Oltre la mito di Plutone, il dio invisibile che regge l’oltretomba, si riconosce in analogia con lo Scorpione il mito di Orione, il cacciatore violento e rozzo, che, avendo offeso la dea Diana, ucciso dalla puntura velenosa di uno Scorpione, per punizione divina, viene poi trasformato nella costellazione che porta il suo nome.

     

    ...

     PERSONALITA'

    Influenzata dalla potenza aggressiva e dalla forza creatrice del segno la personalità scorpionica è complessa, animata da imperiose passioni, estrosa e individualista. I nativi del segno hanno un’intuizione profonda e penetrante che coglie con immediatezza il senso palese o recondito di ogni situazione, e li rende accorti, lungimiranti, spesso quasi medianici nelle loro percezioni. E’ bandita ogni superficialità, ogni sfumatura dal loro modo di essere e di sentire, che esclude mediazioni tra la ragione e l’istinto: estremisti in tutto, sono portati a soluzioni drastiche, a scelte irreversibili che a volte sono dannose in primo luogo per loro stessi. Ma come il loro emblema, l’animaletto che si trafigge da sé, non esitano a portare fino alle estreme conseguenze le reazioni dettate dal loro temperamento intenso e assoluto. Vivono il rapporto con il mondo esterno in uno stato d’allarme, che preclude al conflitto, pronti come sono a cogliere ogni più segreta motivazione del comportamento altrui, per controllare le situazioni e utilizzare tutte le loro strategie più efficaci per garantirsi il potere sugli altri. Essendo fondamentalmente introversi non esteriorizzano le loro emozioni, se mai le scaricano spesso violentemente, dopo averle a lungo covate nel loro animo. Reattivi quanto mai, e suscettibili, spesso scambiano per provocazione anche le più comuni divergenze e drammatizzano lievi contrasti che potrebbero essere facilmente risolti con un atteggiamento più morbido. 

    Queste difficili personalità hanno però anche notevoli pregi: una forza d’animo eccezionale che li aiuta a superare qualsiasi prova nella vita, una visione intelligente e anticonvenzionale delle cose, ambizione e grande senso di responsabilità nei confronti degli altri. In qualsiasi loro espressione sono totali e danno anima e corpo in tutte le loro iniziative. Naturalmente in amore riversano tutta la loro carica istintuale e tutta la loro drammaticità . Non esistono sentimenti delicati o tiepidi coinvolgimenti per gli Scorpioni e al loro magnetismo sessuale è difficile resistere. Con loro si vive sempre in un clima di assoluto che impegna su ogni piano i loro partner.

     

    ...

     

     

     

     LA DONNA SCORPIONE

     

    Ecco un’altra prima donna dello Zodiaco. Narcisista, orgogliosa, melodrammatica in ogni sua manifestazione, esprime in ogni situazione di vita la sua natura estrosa e incontenibile. Ha però un’intelligenza accorta e indagatrice che le consente di non scoprire mai completamente le sue carte e di non lasciarsi mai cogliere alla sprovvista dagli eventi o dalle reazioni altrui. Perfettamente consapevole del suo fascino, oltre che della sua forza di carattere, utilizza queste sue chances come strumenti efficacissimi per farsi strada nella vita e realizzarsi nel lavoro e in amore. Non esiste difficoltà che la spaventi e di fronte a un traguardo professionale impegnativo o a un uomo che recalcitra non recede di un passo fino a che non si è assicurata la vittoria. Ma nemmeno questo basta a tranquillizzarla e se le situazioni le appaiono troppo monotone, se la sua esistenza diviene troppo statica per i suoi gusti, provvede lei a scatenare nuovi conflitti, a inventarsi nuove passioni da coltivare, a coinvolgere chi le è accanto nel continuo approfondimento dei problemi. Non è facile riuscire a condividere i suoi ritmi di attività e la sua resistenza psicofisica mette duramente alla prova chi non arriva al suo livello. 

    Certo, non è una donna che lasci intravedere orizzonti placidamente rassicuranti: polemica, contestatrice per natura, ama andare controcorrente e suscitare anche qualche perplessità con la sua spregiudicatezza e la dialettica pungente. E poi è una dominatrice che impone senza mezzi termini le sue regole e, a lasciarle campo libero, prenderebbe in mano le redini della vita altrui. Ma viverle accanto è stimolante, perché con lei nulla è scontato e ogni esperienza acquista l’esaltante impronta della unicità. Dotata di straordinario sex appeal ha un notevole potere sugli uomini e tanto più su chi ama. Ottima organizzatrice del ménage domestico è una madre intransigente e possessiva, attaccatissima ai figli, anche se non ostacola la loro autonomia.

    A SALUTE

    Allo Scorpione si riconosce l’influenza sull’apparato genitale, l’intestino, gli organi sessuali maschili. I nativi del segno hanno una potente vitalità e incredibili capacità di ripresa dalla stanchezza e dalle malattie, che hanno in genere decorso acuto, ma si risolvono rapidamente. Sono soggetti a disturbi di carattere infiammatorio che possono interessare i punti deboli del segno. A volte presentano la predisposizione anche a disturbi circolatori specie agli arti inferiori. Non adottano regole di vita salutari e spesso i loro malanni sono il frutto di errate abitudini alimentari, disordini ed esagerato consumo di energie. Sono anche soggetti a cadute e incidenti causati anche dalla loro imprudenza.

     

    ...

     I RAPPORTI

    Nascono intese profonde con il Cancro e i Pesci, dalla sensibilità intensa come quella scorpionica. Con il Toro si scatenano passioni tempestose, ma durature, appaganti per entrambi, sensuali e gelosissimi. Con la Vergine e il Capricorno lo Scorpione s’intende e collabora efficacemente, sulla base di una forte stima reciproca. Incognite col Sagittario, spesso l’attrazione è solo epidermica. Possibile complementarità con la Bilancia. Molto complesso il rapporto con il Leone e l’Acquario, per via dei caratteri ostinati e polemici. Decisamente difficile l’incontro con l’Ariete e no i Gemelli, estranei al mondo dello Scorpione.

     

    ...

     PORTAFORTUNA

    Colore: nero e rosso
    Metallo: ferro
    Pietre: topazio, rubino, ossidiana, granata
    Numero: 8
    GIORNO: martedì

     

    ...

     CELEBRITA'

    Vincenzo Bellini
    Roberto Benigni
    Maria Curie
    Alain Delon
    Fedor Dostoevskij
    Jodie Foster
    Diego Maradona
    Dacia Maraini
    Pablo Picasso

     

     

    February 06

    MISTO MIX

           

    don't dream it's over

    There is freedom within, there is freedom without
    try to catch the deluge in a paper cup
    there's a battle ahead, many battles are lost
    but you'll never see the end of the road
    while you're travelling with me
    Chorus
    hey now, hey now
    don't dream it's over
    hey now, hey now
    when the world comes in
    they come, they come
    to build a wall between us
    we know they won't win
    Now I'm towing my car, there's a hole in the roof
    my possessions are causing me suspicion but there's no proof
    in the paper today tales of war and of waste
    but you turn right over to the T.V. page
    - Chorus -
    [ Instrumental-Bridge ]
    Now I'm walking again to the beat of a drum
    and I'm counting the steps to the door of your heart
    (only shadows ahead) only shadows ahead barely clearing the roof
    get to know the feeling of liberation and relief
    - Chorus -
    hey now, hey now
    don't dream it's over
    hey now, hey now
    when the world comes in
    hey now, hey now
    don't dream it's over
    hey now, hey now
    when the world comes in
    hey now, hey now
    don't dream it's over

     



            

    male dentro

    va bene così non chiedo di piu
    'amore è un sapore che non mi dai tù
    che gusto ti dà avermi perduto già
    il freddo di inverno capisco cos'è,
    ma il freddo di un mese che inverno non è
    è solo il presagio che tutto finisce quì
    ho capito già...non è piu magia...ho capito gia....
    *RIT:
    Vorrei farti male dentro[o]
    diventare il tuo tormento[o]
    cancellare in un momento[o]
    la voglia di stare con te[e]
    vorrei farti male dentro[o]
    dove nasce il sentimento[o]
    inchiodarti a questo tempo [o]
    che vivo[o],
    perdendoti quì[ì]
    ho capito già ... ma non credevo sai*
    Ed eccomi quì con i resti di tè
    rimetterli insieme capire se c'è
    ancora un momento che possa convincerti
    mh...ora te ne vai....e non so che poi
    tu lo rifarai
    *RIT*
    vorrei farti male dentro[o]
    per il vuoto che io mi sento[o]
    affondare nel silenzio[o]
    l'amore[e]
    che sento per te[e]
    ah[h],
    per te[e]

     

    maledetta voglia di te

     

    Questa maledetta voglia di te
    si nasconde ancora dentro di me
    per confondermi per convincermi
    che non posso fare a meno di te
    più ti perdo e più sei dentro di me
    più ti lascio e più la vita non c'è
    provo a ridere provo a fingere
    ma è più forte questa voglia di te

    Camminerò dove non so
    per rivedere gli occhi tuoi
    ancora per un pò
    mi arrabbierò mi calmerò
    e mi ritroverò di nuovo
    in questa maledetta voglia di te

    Questa maledetta voglia di te
    porta il sole dove il sole non c'è
    brucia l'anima strana compagnia
    questa maledetta voglia di te

    Camminerò dove non so
    per rivedere gli occhi tuoi
    ancora per un pò
    mi arrabbierù mi calmerù
    e mi ritroverò di nuovo
    in questa maledetta voglia di te

     

     

     

    VOGLIA DI MORIRE


    E ti ricordo cosi,
    seduta in quel bar,
    mentre aspettavi un tassi
    piagniv chissà pe chi
    fotografai chella scena
    con l occhio do core
    ca voglio capi
    che tenevi in ta ment
    pechè stiv a cussi
    posso sedermi con te
    so sul pur io
    ho perso anch'io come te
    la voglia di vivere
    dimmi il tuo nom te preg
    voglio esserti amico
    non chiedo di più
    si vu chiagnere ancor fallo cu me
    voglia di morire tu c hai fatt incuntrà
    tu hai appicciato u fuoco in miezzo o freddo che fà
    tu ci hai dat a forza in miezz a paura
    ca nun pass mai
    voglia di morire tu c hai fatt campà
    tu ce rat o cor p ce fa innammurà
    tu ce dat a nui in miezz a stu male
    ce vulimm ben... ben
    e mi ricordo di te
    ancora di te
    dint a na chies cu me
    con gli occhi di un angelo
    e chella pioggia di cunfiett
    gli auguri della gente venuta per nui
    te vasai pe dispiett
    di chi sai tu
    voglia di morire tu c hai fatt incuntrà
    tu hai appicciato u fuoco in miezzo o freddo che fà
    tu ci hai dat a forza in miezz a paura
    ca nun pass mai
    voglia di morire tu c hai fatt campà
    tu ce rat o cor p ce fa innammurà
    tu ce dat a nui in miezz a stu male
    ce vulimm ben... ben
    voglia di morire tu c hai fatt campà
    tu ce rat o cor p ce fa innammurà
    tu ce dat a nui in miezz a stu male
    ce vulimm ben... ben

     

    Innamorato pazzo

    Rimani ancora qui distesa affianco a me.... non vedi fuori piove resta ancora qui con me dammi ancora un pò di te che mi da una marcia in più Quando ti senti giù vicino ti sarò e poi con un bacio il mio cuore ti darò coi capelli sciolti e giù tu mi piaci sempre più SO NU PAZZ 'NNAMURAT VOGLI BENE SUL A TE TI AMO O più profondamente T'AMO anche al vento io lo griderò pure in cielo io sarò il tuo angelo custode TI AMO o più profondamente T'AMO sopra i muri io lo scriverò tra la gente parlerò cercherò soltanto un pò di te Rummen pensa a te a nott tu cu' me m' stai semp vicin pu si nun stai cu me nei miei sogni viaggerò cercherò soltando te SO NU PAZZ 'NNAMURAT VOGLI BENE SUL A TE TI AMO O più profandemente T'AMO anche al vento io lo griderò pure in cielo io sarò il tuo angelo custode TI AMO o più profondamente T'AMO sopra i muri io lo scriverò tra la gente parlerò cercherò soltanto un pò di te Nelle mie notti porterò il tuo profumo su di me e poi con te nei miei sogni sai io non ti lascerò IO NON TI LASCERO' ............. TI AMO o più profondamente T'AMO sopra i muri io lo scriverò tra la gente parlerò cercherò soltanto un pò di te

     

    DONNA DI CITTA'


    Donna
    che dai?
    ti parli dallo specchio
    chi sei?
    ancora non capisci
    che vuoi
    hai perso l indirizzo dei tuoi
    sogniavi di esser donna
    lo sei
    sogniavi di partire
    con lui
    volevi un altra vita
    ce l hai
    ma non quella vita
    che fai
    sempre più sola
    donna di città
    dint u passat nun ce vuo turnà
    e i pers te miezz stu vient
    dint u tiemp
    dint u mal ca se fa
    donna di città
    di un marciapiede vecchio senza età
    che vind ammur pe nu liett
    senza affetto
    senza ben
    donna di guai
    ti vesti di rossetto
    e vai in quella fiamma accesa
    nel buio dove tutto muore
    donna nel sentirsi donna
    per chi non ti presta il cuore
    per chi non ringrazia e paga
    per chi nun te da mai nient
    donna semp chiu sola
    donna di città
    dint u passat nun ce vuo turnà
    e i pers te miezz stu vient
    dint u tiemp
    dint u mal ca se fa
    donna di città
    di un marciapiede vecchio senza età
    che vind ammur pe nu liett
    senza affetto
    senza ben
    donna donna donna
    donna senza affetto
    senza amor,senza ben
    donna donna
    donna senza affetto
    senza amor,senza ben...

     

     

     

    GLI AMORI VERI

    Dimmi cosa stai pensando, non rispondermi se vuoi, solo adesso capiremo sai, questa voglia che e dentro di noi, tra le cose che ho davanti, vedo un angolo di te, sarà un viaggio molto lungo sai, forse è il posto più bello che c'é


    RiToRnElLo:
    GLI AMORI VERI NASCONO DI SERA TRA UN SORRISO E UNA PAROLA COME E STATO SCRITTO SU DI NOI CERCHEREMO IL SOLE A PRIMAVERA E NON RESTERAI MAI SOLA FALLO PRESTO FINCHé PUOI.


    Ora stammi piu vicino dai, che ho piu forza dentro me, sto imparando a camminare ma, voglio farlo soltanto con te

    RiToRnElLo:
    GLI AMORINO VERI NASCONO DI SERA TRA UN SORRISO E UNA PAROLA COME STATO SCRITTO SU DI NOI CERCHEREMO IL SOLE A PRIMAVERA E NON RESTERAI MAI SOLA TANTA LUCE SU DI NOI.


    Questa notte porterà, libertà negli occhi tuoi, tutto ci sorriderà, anche il mare parlerà, sarà chiaro come noi nella vita che verrà, amore mio ti prego questa sera, fa che non sia un'avventura, e che può finire prima o poi, cercheremo il sole a primavera, così la più bella storia, appartiene solo a noi, questa notte porterà, libertà negli occhi tuoi, nella vita che verrà...

    RiT.. 

     


     

    January 28

    CARNEVALE A VE 2008

    capodanno 2007 060capodanno 2007 052capodanno 2007 070capodanno 2007 071capodanno 2007 073capodanno 2007 066

     

     

      volo dell'angelo a venezia 2008

    X SHEILA

         
     questa canzone è dedicata alla mia cagnolina sheila..
     
     
    COCCINELLA
    Occhi neri come caffe' 
    bocca che piu' grande non c'e' 
    Alta mezzo metro e non piu' 
    Coccinella sei tenera tuuuu 
    6 Fratelli per compagnia 
    cani e gatti a casa tua 
    non stai ferma un attimo mai 
    Coccinella che libera vai, vai, vai 
    Coccinella, prepotente un po' di piu' 
    Coccinella, vinci sempre tu! 
    Coccinella, chi non e' daccordo guai 
    Coccinella, che vulcano sei! 
    Quanti batticuori perooo' 
    quanti sogni a cui dire di nooo... 
    Che malinconia che ti fa senza mamma e senza papà...
    Coccinella, tanto non ti arrendi mai
    Coccinella, dai che ce la fai
    Zoccoli più grandi di te
    ed in testa mille perchè
    Se nel mondo camminerai 
    Coccinella non ti perderai mai, mai, mai
    Coccinella, la bandiera nostra sei
    la bandiera, magica per noi
    Coccinella, là nel cielo è tutto blu,
    Tra le stelle, una sembri tu.
    Quanti batticuori perooo' 
    quanti sogni a cui dire di nooo... 
    Che malinconia che ti fa senza mamma e senza papà
    Coccinella, se sei sola siamo qui,
    Coccinella, piccola così
    Coccinella, tanto non ti arrendi mai
    Coccinella, dai che ce la fai
    Coccinella, prepotente un po' di piu' 
    Coccinella, vinci sempre tu! 
    Coccinella, chi non e' daccordo guai 
    Coccinella, che vulcano sei! 
     
    SHEILA TI VOGLIO BENE
    
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    La Storia di Giovanna: Sheila

     

     

    Salve mi chiamo Giovanna, ho 23anni e sono di Catania.

    La mia cagnolina è una barboncina nana , si chiama Sheila ed ha appena compiuto

    11 anni il 5 maggio.

    Sheila mi è stata regalata da mio padre quando avevo 12 anni ed è stato il giorno ed il regalo più bello della mia vita, perché la desideravo tanto.

    Come ogni barboncino, Sheila si distingue per il carattere molto particolare,in quanto è molto vivace,curiosa di vedere e annusare tutto, non si sottrae mai ai giochi specialmente con i bambini, è sempre allegra e piena di iniziative con tutti anche se a volte come noi esseri umani, vive di simpatia e antipatia e abbaia forte quando gli si avvicina una persona che non conosce ,ma se gli dico “NO” allora si tranquillizza e socializza…

    Quando esco e la lascio sola a casa per ore a volte fa i dispetti e si intristisce al tal punto che quando mi vede fa un casino mi lecca , abbaia , saltella fino a quando non

    la  prendo in braccio gli do mille baci e la coccolo…

    Questa cagnolina è davvero molto intelligente basta pensare che mi segue sempre ,dorme con me e perfino in inverno s’intrufola dentro il letto e si tira con i denti la coperta per coprire anche me ,e pure in estate si prende il sole nel balcone e al mare e si fa mettere anche il costume ed inizia a fare salti acrobatici attirando l’attenzione delle persone.

     Il suo soprannome è Cocci derivato da Coccinella.

    Per me è come una sorella gli voglio un bene dell’anima,  io e lei siamo “due corpi ed una sola anima”e al solo pensiero che un giorno non ci sarà più mi vengono già i brividi.

    Beh, questa è in breve la storia di Sheila, spero davvero di vederla in internet.

     Giovanna.

     
     
     
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    January 26

    amore...amore...

            LA NOSTRA CANZONE....3/04/1999

     

    MARIO  TI AMO......

     1)Sei acqua nel deserto, sei vento d'estate, sei il profumo dei fiori, sei il sole che sorge, sei l'alba, sei il tramonto, sei le ore che passano inesorabili, sei l'armonia, sei la gioia, sei ogni singolo battito del mio cuore, sei l'amore, sei la vita, sei tutto questo e molto molto di più.

    2)Ti desidero di più di quanto ti penso, mi manchi di più di quanto ti voglio, ti voglio bene più di quante parole conosco per dirtelo, sei dentro di me con tutte le emozioni che il mio amore per te riesce a darmi.. ma ti amo e basta questa è la verità..

    3)tiamocalloutMentre le nostre labbra si uniscono in un tenero bacio, mentre le nostre mani sfiorano la pelle con dolci carezze, mentre sento il tuo respiro su di me, sento il mio cuore battere più forte, un brivido di emozioni mi assale dolcemente, i miei pensieri svaniscono e tutto il resto non esiste più..

    4)fino a che avrò voce in gola,fino a che i miei polmoni avranno aria,fino a che il mio cuore avrà battito..io ti amerò...

    e quando tutto cesserà e moriràio continuerò ad amarti negli infiniti luoghio tempi dell'eterno!!

    5) Ho cercato il tuo viso tra le nuvole, l'ho cercato tra le stelle e le onde del mare, l'ho cercato tra i petali di una rosa bagnata dalla rugiada, ma mancava sempre qualche particolare... e allora ho chiuso gli occhi... è l'ho visto così perfetto come sempre... e ho sentito quel brivido che mi fa capire che senza te amore non potrei vivere!!!

    6) Amore, sei tutto quello che voglio... quando sei fra le mie braccia mi sento in paradiso! A volte nella vita trovi qualcuno che gira il tuo mondo che ti aiuta ad alzarti quando cadi... io ti ho trovato, eri la parte mancante della mia vita, adesso che ci sei sarò sempre con te nei momenti belli e brutti... adesso niente e nessuno potrà cambiare quello che pèrovo per te! Ti amo ed è solo questo che conta per me!

     

       La luce più bella per me era quella del sole riflessa sul mare, ma da quando ho visto i tuoi occhi ho cambiato idea...perchè tu sei la luce più bella della mia vita!

    January 25

    trecastagni

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    TRICCASTAGNI in siciliano è un comune di 9.382 abitanti della provincia di Catania.sorge alle pendici del vulcano Etna, ed è uno dei comuni che si trovano alla quota più elevata. Il territorio è collinare ed è circondato da svariati conetti vulcanici di diversa epoca e dimensione (Monte Ilice, Monte Gorna, Monte S. Nicolò, Tre Monti, Monte Serra). La particolare conformazione del territorio circostante, caratterizzato da una forte pendenza verso i sottostanti comuni di Viagrande e San Giovanni la Punta, rende la posizione di Trecastagni particolarmente panoramica: la visuale spazia dalla estremità meridionale della Calabria fino al Golfo di Augusta, nel siracusano [1].La data di fondazione di Trecastagni è incerta; i primi reperti databili sono degli inizi del XIV secolo. Anche l'etimologia del nome è incerta, e si riscontrano diverse ipotesi:
    • Tres castaneae, nome dell'antico sito in cui si trovavano tre grossi castagni;
    • Tres Casti Agni, con riferimento ai santi martiri Alfio, Cirino e Filadelfo, compatroni del paese, che sostarono in loco durante il loro trasferimento da Vaste a Lentini, luogo del martirio;
    • Tria Castra, di difficile interpretazione, ma che presumibilmente fa riferimento a tre accampamenti di guerra.I primi documenti storici (di Frà Michele da Piazza) narrano dell'invasione di Trecastagni da parte di Simone Chiaramonte, nel tentativo di scacciare il generale Artale I Alagona, il primo sostenitore degli Angioini, il secondo filo-Aragonese. Fu sottoposto alla giurisdizione e al regime tributario del vescovo di Catania fino al 1640, quando venne venduto, insieme a Viagrande, Pedara ed il titolo di principe di Trecastagni a Domenico Di Giovanni, messinese. Nel 1667, la chiesa madre di San Nicola di Bari fu creata parrocchia, con il titolo di Arcipretura; a tale data la popolazione di Trecastagni e del territorio che gli era sottoposto, in qualità di Arcipretura, era di circa 5000 abitanti. Dopo il devastante terremoto del 1693, la popolazione crollò drasticamente, e nel 1737 al censimento risultarono presenti circa 2000 abitanti. Nel 1710, Anna Maria di Giovanni, ultima erede del casato, sposò Don Giuseppe Alliata, principe di Villafranca, e il titolo passò quindi al casato degli Alliata. Nel 1818, con l'abolizione della feudalità, venne costituito comune e capoluogo di mandamento giudiziario ed elettorale, con riserva di un seggio nel Parlamento Generale di Sicilia.

    Trecastagni conserva nel suo territorio alcuni monumenti di rilevante valore artistico.Il Palazzo dei Principi Di Giovanni fu costruito intorno alla metà del XVII secolo dal primo Principe di Trecastagni, Domenico di Giovanni. È stato acquistato dal comune verso la fine del XX secolo. Si è quindi provveduto a ripristinarne la copertura. Tuttavia gli interni sono ancora chiusi ed in attesa di restauro: il palazzo, infatti, nel corso del tempo è stato adibito a svariati usi, tra i quali carcere, caserma dei carabinieri e, addirittura, stalla.Il Mulino a vento è un antico forte di avvistamento risalente ad un'epoca precedente all'invasione saracena. Durante l'epoca normanna venne riadattato a piccolo mulino a vento; tuttora all'interno è possibile vedere le macine in pietra. A partire dal XVI secolo conserva al suo interno tre cannoni, utilizzati annualmente per segnare l'inizio dei festeggiamenti in onore dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino.Gran parte delle chiese di Trecastagni risalgono (o sono state ristrutturate) alla fine del XVII secolo, successivamente al terremoto, nell'epoca d'oro dei Di Giovanni. CHIESE   Gran parte delle chiese di Trecastagni risalgono (o sono state ristrutturate) alla fine del XVII secolo, l'epoca d'oro dei Di Giovanni oltre che del terremoto del Val di Noto.La Chiesa Madre, o matrice, dedicata a San Nicola di Bari fu costruita intorno al 1400, ma subì profonde modifiche dopo il terremoto, in particolare per quanto riguarda il campanile, non in stile con il resto della struttura. Dalla chiesa è possibile godere di un panorama mozzafiato, che spazia dalla Calabria al golfo di Augusta. Notevole è l'architettura degli interni e degli esterni, arricchiti da pregevoli lavori in pietra lavica. La chiesa si trova in cima ad una scalinata monumentale, che conduce dal sottostante Largo abate Ferrara al portale principale della chiesa.La Chiesa di Santa Maria della Misericordia, o dei Bianchi, risale anch'essa al 1400, ed anch'essa fu oggetto di restauro dopo il terremoto: tale restauro causò la quasi integrale perdita degli affreschi interni. Anche in questo caso il campanile è successivo alla restante struttura, e lo stile è notevolmente diverso. Pregevoli i portali esterni ed il finestrone frontale che si affaccia sul Largo dei Bianchi.Il Convento dei Padri Minori riformati, con annessa Chiesa di Sant'Antonio di Padova, risale al 1660 e fu costruito con i fondi donati dall'allora principe e dai fedeli. Il convento e la chiesa sono stati recentemente oggetto di restauro; all'interno del convento è possibile ammirare il chiostro, con pilastri in pietra squadrata ed una grande cisterna.Gli altari all'interno della chiesa sono in legno intagliato di pregevole fattura. Dalla chiesa è possibile accedere ad una stanzetta che era adibita all'imbalsamazione dei cadaveri. Alla destra della Chiesa si trova l'antico cimitero sotterraneo. Dopo l'unità d'Italia, il convento passò allo Stato e fu adibito ad i più svariati usi (tra cui municipio, prefettura, carcere e scuola elementare).Il Santuario dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino risale al 1662. È meta storica di pellegrinaggio dei fedeli, che giungono a Trecastagni durante tutto il mese di maggio. All'interno dei locali della chiesa è possibile visitare un'amplissima collezione di ex voto (erano 826 nel 1971 e attualmente si stimano superiori al migliaio).Le altre principali chiese sono la chiesa della Madonna dell'Aiuto, lungo la strada che collega Trecastagni a Pedara; la chiesa di Santa Caterina, o Gaglianese, sita nell'omonimo quartiere; la chiesa di Sant'Andrea, da cui prende il nome il quartiere (il più antico di Trecastagni, detto anche Bonanni); la chiesa delle Anime del Purgatorio (o Sant'Antonio abate), all'ingresso del paese per chi giunge da San Giovanni la Punta, lungo la via Vittorio Emanuele; il Conservatorio delle Vergini, o Collegio Immacolata, nei pressi della Chiesa dei Bianchi; la chiesa di Santa Maria di Tremonti, chiesa di campagna sita nell'omonima contrada; la chiesa di San Benedetto, recentemente restaurata, nei pressi del quartiere Gaglianese; l'Orfanotrofio delle Proiette, con annessa Chiesa di San Vincenzo de' Paoli, in cima alla Salita dei Saponari.NATURA territorio trecastagnese, trovandosi alle pendici dell'Etna ed essendo uno dei comuni al confine tra il continuum abitato dell'area metropolitana di Catania e il territorio del Parco dell'Etna, è in gran parte non edificato, e dunque ricco di attrattive naturalistiche.Nel territorio a nord di Trecastagni si trovano tre conetti vulcanici: in particolare il monte Ilice ed il monte Gorna sono di notevoli dimensioni. I terreni sulla parte esterna dei conetti sono coltivati a vigna o altri alberi da frutto (incluso dei castagneti per il monte Gorna). Per entrambi i monti è possibile salire in cima, in modo da poter godere del panorama, e ridiscendere all'interno degli antichi crateri, anch'essi un tempo coltivati, ma ormai abbandonati.In passato la fossa del monte Ilice, il più grande, accoglieva anche una teleferica che permetteva di trasportare i frutti dall'interno del monte alla cima dello stesso. All'esterno del monte Ilice si trova un'antica masseria nella quale Giovanni Verga ambientò il romanzo di successo Storia di una capinera.Lungo la strada che conduce da Trecastagni alle contrade di campagna, all'altezza di monte Gorna, si trova l'Eremo Sant'Emilia, un piccolo torrione con merlatura in pietra lavica. A metà strada circa tra il monte Gorna ed il monte Ilice, lungo la stessa strada è possibile vedere la Grotta Comune, un anfratto lavico che da il nome all'intera zona circostante.Poco più avanti si trova la piccola Cappella dedicata ai tre fratelli martiri, di proprietà del Santuario. Di qui in avanti si trovano numerosi sentieri che si diramano in diverse direzioni. I boschi circostanti sono prevalentemente abitati da castagni, querce e lecci. Oltre una certa quota, i boschi sono interrotti dalle colate laviche che si sono succedute nel tempo.Anche le sciare sono attraversate da vari sentieri, alcuni anche carrozzabili, che permettono di giungere fino alla strada che conduce da Zafferana Etnea al Rifugio Sapienza.Nel quartiere del Frastucheto, così chiamato in quanto precedentemente occupato da alberi di pistacchio, tra il Corso Europa e la circonvallazione, si trova il boschetto Di Bella: la più grande, ma trascurata, area verde all'interno del centro abitato.Manifestazioni ed attività culturali.La manifestazione più importante è, senza ombra di dubbio, la festa in onore dei fratelli Alfio, Filadelfo e Cirino, che si svolge durante tutto il mese di maggio, ed ha il suo culmine nella settimana del 10 maggio, giorno della Festività Liturgica. L'inizio dei festeggiamenti viene segnato dai ventuno colpi di cannone sparati dal Mulino a vento. Nel corso di tutto maggio, centinaia di pellegrini giungono al Santuario portando ceri, alcuni anche di dimensioni ragguardevoli. Di particolare importanza folkloristica sono l'entrata delle musiche, nel corso del quale complessi bandistici provenienti da alcuni comuni etnei attraversano le vie del paese, l'entrata dei cantanti (la sera del 9), con i tradizionali e spettacolari fuochi artificiali offerti dai vari quartieri del paese (partito S.Alfio, partito Collegiata e partito Tondo) preceduto da un concerto sinfonico al Largo dei Bianchi. Nella nottata tra il 9 ed il 10 giungono la maggior parte dei devoti, i nudi, scalzi, vestiti di bianco e con una fascia rossa sulle spalle, recanti ceri di dimensioni proporzionate alle rispettive capacità economiche. La giornata del 10 è segnata dalla svelata dei Santi, intorno alle 9, in una chiesa colma di devoti e la successiva uscita dei Santi, intorno alle 13: in questo momento la piazza antistante al Santuario, e tutti i balconi e le terrazze che danno sulla piazza, sono pieni di devoti e curiosi venuti ad assistere ad uno spettacolo folkloristico sensazionale. Nel corso della festa, inoltre, è possibile assistere alla sfilata dei tipici carretti siciliani.Le altre manifestazioni si svolgono prevalentemente nel corso dell'estate e consistono in motoraduni e, soprattutto, un festival internazionale della musica che, soprattutto negli ultimi anni, ha raggiunto buoni livelli [2].Di rilievo è l'associazionismo teatrale, in particolare è presente la compagnia Principi di Giovanni, che da 20 anni offre spettacoli sia in paese che in altri comuni siciliani[3]. Sempre in questo ambito, negli ultimi anni la stagione teatrale offerta dal Teatro Comunale ha raggiunto un rilevante spessore.300px-Mulino_a_vento300px-PiazzaMarconi-1 300px-San_Nicola_di_Bari300px-Santuario_ss_mm_Alfio_Filadelfo_Cirino etnatettitrecastagni

    La festa di S. Alfio a Trecastagni, la più caratteristica e la più bella tra quelle primaverili della provincia etnea, risale a tempi immemorabili, se si pensa che, dopo il martirio dei tre fratelli, avvenuto a Lentini nel 253, quasi subito fu innalzata un'icona votiva nel luogo del loro passaggio qui, dove oggi sorge il Santuario. Tuttavia, ebbe un impulso tutto particolare dopo che, nel 1516, furono ritrovate le reliquie dei Tre Santi nel monastero dei Padri Basiliani di S. Filippo di Fragalà (Me).
    Ventun salve di cannone, sparate al mattino dal Forte Mulino a Vento, danno inizio alla grande manifestazione che dura dall' 1 al 17 Maggio.
    Ma, prima ancora che il cannone annunzi l'inizio della festa è possibile incontrare, lungo le strade che portano al paese da ogni parte della provincia, i pellegrini che, spesso scalzi, fanno 2il "viaggio" a S. Alfio e che accorrono alla messa delle 5.30.
    Le varie edicole votive che, numerose, s'incontrano lungo le strade etnee, d'altronde, possono essere lette come "stazioni" di sosta e di riposo, ma forse più di meditazione e di preghiera, lungo il cammino dei pellegrini ai vari santuari locali. Le campane prolungano, con il suono festoso, l'eco delle salve di cannone, e annunciano l'apertura del sacro novenario di predicazione e di preghiera, che prepara, con un cammino spirituale, i devoti e i pellegrini, sempre numerosi, all'incontro annuale con i "loro" santi. La festa entra poi nel vivo mentre continuano a venire numerosi i fedeli che "gridano" le loro preghiere.
    Nella Bibbia pregare significa anche "gridare", afferma Juan Arias nell'introduzione di "Preghiera nuda", e si può gridare di rabbia, di dolore e di gioia. L'uomo biblico grida, non al padrone 3ma ad Uno a cui sa di poter dare del tu; è un grido che non è mai separabile da una qualsiasi dimensione d'amore. E gridano i "nudi" quando. nella notte fra il 9 e 10 Maggio, giungono al Santuario, scalzi, vestiti solo di bianche braghe e di una fascia rossa, che evoca il martirio, e sotto il peso di pesanti ceri, portati a spalla dai luoghi di provenienza.
    Gridano, invocano, raccontano ai Santi le loro storie, le loro miserie, quasi in una pubblica confessione, in una pubblica espiazione del peccato, in una pubblica richiesta di riconciliazione. Questo "dialogo" con i santi trova una singolare testimonianza, per cosi dire parallela, nelle migliaia di "ex voto" conservati nel I santuario: oltre 1000 tavolette "naif' raccontano le grazie ricevute, le storie "minime" dei devoti, 4 il grido fiducioso di invocazione che, incessante, si innalza dalla terra verso il cielo.
    L'arrivo dei "nudi" è preceduto, il pomeriggio dell'8 maggio dall'uscita delle Candelore e dall'entrata delle musiche "una delle cose più belle della festa", secondo il famoso storico e folklorista Pitré. A sera, sul palco allestito in piazza dei Bianchi, la Schola Cantorum esegue le tradizionali "cantate" in onore dei Santi Martiri, con l'accompagnamento della locale banda musicale.
    Il nove pomeriggio, dopo una solenne concelebrazione alla Matrice, le reliquie dei Santi conservate in tre preziosi reliquiari vengono portate in processione al Santuario. A completare la serata "l'entrata dei cantanti" con lo spettacolo pirotecnico in cui si fronteggiano i tre partiti "S. Alfio", "Collegiata", "Tondo", mentre, dopo la S. Messa, celebrata a mezzanotte al Santuario, si veglia in preghiera in attesa dei pellegrini e dei "nudi", che giungono a tutte le ore della notte.
    Una intensa suggestione stimola la Sacra Rappresentazione, ripresa da una antica tradizione, che vede i giovani del paese impegnati a far rivivere la "passio" dei Santi Fratelli. E anche questo un momento molto atteso, nelle sere della festa, da quando, diversi anni addietro, si è iniziato a mettere in scena il dramma. Un tocco nuovo e un respiro più ampio viene dato alla festa anche dalla Gara Podistica 5Internazionale promossa dalla Associazione Sicilpool e giunta ormai alla 15° edizione.
    Il mattino del 10, dopo la lunga veglia notturna, che ha visto arrivare i pellegrini e i "nudi" per tutta la notte, il Santuario, ma soprattutto il "piano", appare gremito di fedeli che attendono per le nove la "svelata" dei Santi. Qui il "grido" diviene irrefrenabile: il Santuario vibra all'acclamazione corale di "Viva S. Alfio", mentre l'eccitazione giunge fin fuori dalla Chiesa, dove comincia la sfilata dei carretti siciliani, variopinti, dai cavalli bardati con pennacchi e sonagli, e carichi di molte persone, spesso nel tipico costume siciliano, che talora suonano, chi il tamburello dai cembali tintinnanti. chi il "fiscaletto" intagliato nella canna, chi il marranzano, contribuendo ancor più a dar colore e suono alla festa.
    Alle 13.00 i Santi escono sul sagrato. "La vastissima piazza offre in quell'istante lo spettacolo di un mare di teste fluttuante"; - cosi scriveva nel 1939 Vito Zappalà Nicolosi - "Un popolo vario e misto di cento e cento paesi e città sta là pigiato e compatto e passano i simulacri fra quella calca devota, invocati coi nomi più belli salutati da una continua, spontanea ovazione che racchiude tutta la poesia di una nostalgia sublime di pietà e di amore".
    Il fercolo, preceduto dalle 6 Candelore, è portato in processione fra ali di popolo fino alla Chiesa Madre, dove le sacre reliquie vengono offerte alla venerazione dei fedeli. A sera, riprende la processione per le vie cittadine e poi, dopo una sosta in piazza dei Bianchi, i simulacri dei Santi rientrano nel Santuario.
    L'undici maggio è la giornata della devozione cittadina, un prolungamento della festa, quasi un momento di intima confidenza tra tutti gli abitanti e i "propri" Santi compatroni della cittadina; e la concelebrazione, presieduta dall'Arcivescovo, vuole riunire in preghiera il popolo di Dio che è in Trecastagni con il proprio Pastore, colui che, come Pietro, ha ricevuto dal Suo successore il compito di pascere gli agnelli e le pecorelle della diocesi dedicata ad Agata, la buona.
    L'ottava, il 17 maggio, "chiude" i festeggiamenti, ma i Santi rimarranno svelati fino alla prima domenica di giugno.

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    LA VITA DEI SANTI ALFIO FILADELFO E CIRINO 

    Le notizie che possediamo sulla vita e sul martirio dei tre fratelli, Alfio, Filadelfo e Cirino, il cui culto è molto diffuso in quasi tutta la Sicilia Orientale fin dall'alto medioevo, sono tutte contenute in un documento, che gli studiosi delle vite dei Santi fanno risalire al secondo decennio della seconda metà del secolo X, al 960 circa: si tratta di una lunga e minuziosa narrazione scritta da un monaco, certamente basiliano, di nome proprio Basilio, e con verosimiglianza a Lentini, come si evince dalla precisa indicazione dei luoghi, delle tradizioni e dei costumi della comunità colà esistente. Il manoscritto, che si compone di più parti, alla fine della terza parte si chiude con questo periodo, ovviamente in greco: "Con l'aiuto di Dio venne a fine il libro dei SS. Alfio, Filadelfo e Cirino, scritto per mano del monaco Basilio" . Il prezioso scritto si conserva nella Biblioteca Vaticana, segnato col numero 1591, proveniente dal monastero di Grottaferrata, nei pressi di Roma.
    Il gesuita P. Filadelfo Mauro, lentinese, che nel 1691 pubblica in Catania la "Vita dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino" , libera traduzione del manoscritto di Grottaferrata, descrive anche il ritrovamento delle reliquie dei tre santi nel monastero di S. Filippo di Fragalà (ME) in casse con allegato lo stesso manoscritto, ritrovamento avvenuto casualmente "mentre abbattesi un rialzo di pietra sottostante un muro o cappella su cui erano ab antiquo dipinte le immagini dei tre SS. Fratelli" e che contribuì moltissimo ad una maggiore diffusione del culto di essi.
    Tuttavia, pur non potendosi attribuire a quel documento una assoluta veridicità nella minuziosa e complessa elencazione di martiri e di miracoli, esso rappresenta una testimonianza sicura del culto che almeno a Lentini, se non in tante altre parti della Sicilia, i santi godevano, perché l'estensore di quegli atti obbediva ad una fede largamente diffusa e praticata verso i tre fratelli. Ciò, oltre che da una lunghissima e ininterrotta tradizione, appare dalla presenza dei tre santi in molti inni di S. Bartolomeo, monaco di Grottaferrata, morto nel 1055. Egli conosce minutamente la narrazione di Basilio e i suoi inni spesso sono una traduzione poetica di quel racconto, al punto che l'imperatore Licinio, in esso ricordato, viene identificato con l'imperatore d'Oriente di questo nome dell'inizio del IV secolo e, conseguentemente, i nostri santi non sarebbero morti nel 253 ma dopo il 300; questa data è sostenuta anche da uno studioso contemporaneo, Nicola Guccia, nello studio su S. Bartolomeo.
    Al testo del Mauro hanno attinto tutti coloro che hanno scritto sulla vita dei tre santi e in particolare il nostro Alfio Bonanno nell'800, il dr. Alfio Torrisi e Vito Zappalà Nicolosi nel nostro secolo, e anche quanti hanno celebrato i nostri santi nelle sacre rappresentazioni, in alcuni drammi e nelle orazioni celebrative.
    Nel manoscritto sono aggiunte molte notizie sulla Chiesa di Lentini, le quali indicano con evidenza che l'autore viveva nell'ambito e nel clima religioso di quella chiesa, dove certamente era profondamente sentito e diffuso il culto dei nostri Santi.
    Il testo, esaminato attentamente, mostra evidenti i segni della viva religiosità e della commossa ammirazione del suo estensore verso i SS. Martiri e si inquadra perfettamente in quell'acceso sentimento religioso proprio del tempo. L'autore tende a proporre nei Martiri modelli di fede cristiana, di eroismo, di fermezza e costanza, anche in presenza di efferati tormenti, come segno straordinario della presenza di Dio nella storia e nella vita della Chiesa.
    La descrizione dei molti fatti prodigiosi, guarigioni straordinarie, apparizioni di santi che elargiscono conforto e sostegno morale, si ispira certamente alla tradizione orale, a pratiche liturgiche, nello sforzo di dar corpo e motivazioni ad un culto già esistente, vissuto dai fedeli come retaggio delle generazioni precedenti.
    Una comparazione anche sommaria del nostro manoscritto con altri scritti sui martiri, atti del martirio, biografie, narrazioni religiose e tradizioni popolari, ci consente di leggere le vicende dei nostri santi come il risultato di modelli standardizzati, ampiamente diffusi e consacrati dalla accettazione da parte dei fedeli: tutti i diversi tormenti, ai quali sono sottoposti, si ritrovano in tante altre narrazioni; lo stesso deve dirsi per quanto riguarda i miracoli, le conversioni, il conforto dei fedeli, le apparizioni della Madonna o di questo o quel santo, le guarigioni prodigiose, la fermezza nel resistere sia alle torture che alle lusinghe, il coraggio nel sostenere la propria fede, il disprezzo degli dei pagani, la fierezza nella sopportazione delle umiliazioni e dei tormenti, erano dei luoghi comuni che ogni buon agiografo doveva riprendere dalla agiografia tradizionale e applicare al santo specifico. (Cfr. Storia della Chiesa in Sicilia di D.G. Lancia di Brolo, benedettino, Vescovo di Filadelfia, PA, 1880, pagg. 108 e ss.).
    La storia delle persecuzioni è molto complessa e abbraccia un periodo di tempo che approssimativamente va dalla seconda metà del I secolo (Nerone e Domiziano) ai primi anni del IV secolo (Diocleziano), e gli studiosi non concordano sulle motivazioni giuridiche e morali di ognuna delle dieci che se ne sogliono contare. Non vi è dubbio, però, che le più lunghe e di maggiore ampiezza entro i vasti confini dell'impero sono quella di Decio (249-251), quella di Valeriano (253-260) e l'ultima, quella di Diocleziano (284-305). Queste tre poi hanno un carattere specifico: non trasformare subito i cristiani in martiri attraverso un rapido supplizio finale ma con lusinghe prima e con una molteciplità di torture poi costringerli alla negazione della fede e alla conseguente accettazione della religione pagana, che includeva anche il culto dell'imperatore.
    La gran parte degli atti dei martiri che possediamo riguarda proprio le tre ultime persecuzioni e per questo motivo le notizie sui martiri spesso si accavallano, si confondono e si intrecciano, e molti supplizi vengono riferiti a più personaggi, anche perché non era necessario che i persecutori inventassero nuovi tormenti quando ne erano già stati sperimentati di ogni genere.
    Secondo il manoscritto citato i nostri Santi hanno subito il martirio nella persecuzione di Valeriano e precisamente nel 253. Un errore di trascrizione, o di lettura, li avrebbe fatti nascere nel paese dei Vasconi, ma Mons. Bacile. Vescovo di Leuca, ha dimostrato in una dotta dissertazione che la città della loro nascita deve ritenersi Vaste, in provincia di Lecce; e oggi nel piccolo borgo si addita una chiesa che da lunga tradizione viene indicata come il luogo dove sarebbero nati. Il padre Vitale apparteneva a famiglia patrizia e la madre, Benedetta, affrontò direttamente e spontaneamente l'autorità imperiale per protestare la propria fede e sottoporsi al martirio. Il prefetto Nigellione, giunto a Vaste per indagare sulla presenza di cristiani, compie i primi interrogatori e, viste la costanza e la fermezza dei tre fratelli, decide di inviarli a Roma insieme con Onesimo, loro maestro, Erasmo, loro cugino, ed altri quattordici. Da Roma, dopo i primi supplizi, vengono mandati a Pozzuoli, dal prefetto Diomede, il quale sottopone alla pena di morte Erasmo, Onesimo e gli altri quattordici e invia i tre fratelli in Sicilia da Tertullo, a Taormina; qui vengono interrogati e tormentati e poi mandati a Lentini, sede ordinaria del prefetto, con l'ordine che il viaggio sia compiuto con una grossa trave sulle spalle. I tre giovani sono liberati dalla trave da una forte tempesta di vento; passano da Catania, dove vengono rinchiusi in una prigione, che ancora oggi è indicata con la scritta "Sanctorum Martyrum Alphii Philadelphi et Cyrini carcer", in una cripta sotto la chiesa dei Minoritelli; in questo viaggio, secondo un'antica tradizione molto diffusa, accolta dal Mauro e dagli agiografi posteriori, confortata peraltro da un culto mai interrotto, sono passati per Trecastagni, perché la normale via lungo la costa era impraticabile a causa di una eruzione dell'Etna. Nel cammino da Catania a Lentini avvengono vari prodigi e conversioni: si convertono addirittura i venti soldati di scorta e il loro capo Mercurio, che Tertullo fa battere aspramente e uccidere. Le indicazioni sul luogo del martirio, sulla sepoltura e sul ritrovamento dei corpi da parte della pia donna Tecla e sulla costruzione di una chiesa sul posto, che l'autore dice che esisteva al suo tempo, sono elementi sicuri che l'estensore di quegli atti scrive a distanza di parecchi secoli dall'accadimento dei fatti e che conosce bene i luoghi come residente nel luogo.
    Entrando in Lentini i tre fratelli liberano un bambino ebreo indemoniato e ammalato, convertono alla fede molti ebrei che abitano in quella città e che successivamente sono condannati alla lapidazione. Presentati a Tertullo sono sottoposti prima a lusinghe e poi ad ogni genere di supplizi: pece bollente sul capo rasato, acutissimi chiodi ai calzari, strascinamento per le vie della città sotto continue battiture. Sono prodigiosamente guariti dall'apostolo Andrea e operano ancora miracoli e guarigioni fino a quando Tertullo non ordina che siano sottoposti al supplizio finale: Alfio con lo strappo della lingua, Filadelfo posto su una graticola rovente e Cirino immerso in una caldaia di pece bollente.I loro corpi, trascinati in un luogo detto Strobilio vicino alle case di Tecla e Giustina, e gettati in un pozzo, ricevono dalle pie donne sepoltura in una grotta, ove in seguito viene edificata una chiesa.
    Al lungo manoscritto, che nella parte più interessante si conclude con il martirio finale dei tre Fratelli, seguono narrazioni relative ad altre figure di santi martiri lentinesi.

    W SANT ALFIO.....

     

     

     

     

     

     


     

    January 04

    la nostra squadra del cuore

    Forza Catania
    sfondocatania
     
    Forza Milan
    foto di gruppo milan